Sabato 22.11.03 (1)

Meno una pizza…

E domani… Festa del Pinguino Novello!!! (ah!ah!ah!)

Sabato 22.11.03 (2)

Ho adottato una scuola dall’Antartide…… nel senso che ho aderito all’iniziativa per fare da riferimento ad una delle tante scuole che, ogni anno, chiedono di essere messe in contatto con un partecipante di spedizione, per sottoporgli alcune domande sull’Antartide, sia tramite posta elettronica che in videoconferenza. Anzi, non solo ho accettato, ma ho addirittura proposto io stesso una classe terza media della provincia di Brescia.

ADOTTA UNA SCUOLA DALL’ANTARTIDE

Scuola Media “A. Zammarchi” di Castrezzato (BS)

Ciao a tutti e ben ritrovati! Già ci conosciamo, sapete che mi chiamo Marco, che lavoro come meteorologo all’aeroporto di Milano Linate e che ora mi trovo in Antartide, a Baia Terra Nova (BTN, come la chiamiamo noi), la base che il nostro paese ha costruito su questo territorio all’estremo sud del mondo. Se ricordate, abbiamo già parlato di BTN, abbiamo visto com’è fatta e come si vestono le persone che la abitano, qual è il loro lavoro e perché lo fanno… e poi vi ricordate i filmati sui pinguini e sugli altri animali che si trovano intorno a noi? Ma ne riparleremo in breve, nell’attesa di rivederci grazie al collegamento via Internet che stiamo preparando.

Dunque, iniziamo a vedere che cosa fa un meteorologo in Antartide e perché ho deciso di venire qui. Diciamo che sono venuto in Antartide per la curiosità di vedere un posto molto diverso da quello in cui siamo abituati a vivere o da quelli che possiamo visitare durante le nostre vacanze. L’Antartide è un posto dove tutto ha una dimensione molto più grande rispetto a quelle che siamo soliti conoscere: il vento, per esempio, può soffiare così forte da spostare anche gli oggetti più pesanti e, quando fa freddo, le temperature sono così basse che sul mare si forma uno strato di ghiaccio così spesso da permettervi non solo di camminarci sopra, ma anche di passarci con un auto e addirittura di atterrarvi con un aereo!

Visitare l’Antartide come turista non è possibile: vi sono navi da crociera che navigano intorno al continente e ogni tanto sbarcano i propri passeggeri nei punti più belli e suggestivi, però sulla terraferma non esistono alberghi o paesi ma solo le basi che alcune nazioni hanno aperto nel corso degli ultimi decenni. Fortunatamente l’Italia è tra questi, poiché, circa vent’anni fa, ha deciso di costruirne una sulle rive di una piccola baia che le ha dato poi il nome, Terra Nova appunto. E fortunatamente il lavoro che svolgo in Italia è una delle attività necessarie al buon funzionamento di una base antartica! Due anni fa ho così avuto la possibilità di venire qui a vivere questa bellissima esperienza, mi sono offerto volontario, la mia domanda è stata accettata e, dopo un periodo di addestramento, ho potuto partecipare alla mia prima spedizione e confrontarmi con fenomeni meteorologici sconosciuti per un clima come quello di casa nostra. Ora è la seconda volta che vengo in Antartide, ma è come se fossi qui per la prima volta: è primavera (anche se è novembre… sapete perché le stagioni qui sono invertite?), ma il paesaggio è ancora tutto coperto dalla neve e dal ghiaccio, mentre due anni era estate, il mare non era ghiacciato e le onde potevano infrangersi sugli scogli della nostra baia. Gli animali stanno rientrando ora dopo il periodo invernale. In lontananza si vede ogni tanto qualche foca, che con i denti si apre un varco nel ghiaccio sul mare per poter venire all’aria aperta a partorire il proprio piccolo. Stanno nascendo anche i pulcini di pinguino, tutti coperti da quel pelo a piumino che ancora non gli permette di scendere in acqua a nuotare e li costringere ad aspettare che i loro genitori ritornino dal mare per imboccarli; sono voracissimi, mangiano in continuazione perché hanno solo pochi mesi di tempo per diventare adulti, prima che ritorni il lungo e difficile inverno antartico. E anche gli skua, gli uccelli rapaci, stanno tornando; una coppia è ormai affezionata alla nostra base e ogni anno sceglie la torre di controllo come nido, presto anche loro avranno un uovo da curare e proteggere.

Ma ora vorrei raccontarvi meglio in cosa consiste il mio lavoro. Sapete che un meteorologo è una persona il cui lavoro consiste nel cercare di capire come si comporterà il tempo nell’immediato futuro; ciò può essere utile per tanti motivi, da quelli più semplici (le previsioni del tempo in televisione, che aiutano a programmare una vacanza o un fine settimana senza pioggia) a quelli più importanti e complessi, come avviene appunto in un aeroporto, dove sapere che tempo farà garantisce sicurezza agli aerei in volo. Qui in Antartide il mio compito è proprio molto simile a ciò che faccio a Milano, però non è limitato solo alle persone che volano: devo infatti collaborare alla programmazione e alla gestione di tutte le attività della nostra base, per permettere a coloro che sono qui con me di poter lavorare senza correre il rischio di trovarsi in pericolo. Ma chi sono queste persone? Sono tante, dagli operai che si curano della manutenzione della nostra base, agli scienziati, che devono uscire per poter condurre le loro ricerche, ai piloti di elicottero o di aereo, che sono proprio coloro che portano in volo queste persone nei punti dove possono svolgere le proprie ricerche. Senza l’ausilio della previsione meteorologica qualcuno potrebbe, ad esempio, essere colto di sorpresa da una bufera di neve mentre si trova all’aperto e correre il rischio di non riuscire più a rientrare in base. Il lavoro è dunque molto delicato e a tutti bisogna così assicurare la massima collaborazione; il meteorologo è quindi una di quelle persone che in base dorme sempre molto poco, perché il suo lavoro inizia presto la mattina e finisce molto tardi la notte!! Fortunatamente non sono da solo a fare questo lavoro; c’è qui con me un collega con cui posso alternarmi nel lavoro, così è possibile non solo riposarsi, ma anche avere la possibilità di frequentare gli altri che stanno con noi in base, perché è importante, quando si sta isolati e lontani dai propri cari per così tanto tempo, riuscire ad avere amici con cui passare un po’ di tempo libero, quasi come a casa.

Ora invece vi vorrei dire qualcosa su come è organizzata la nostra vita di tutti i giorni qui in Antartide. Base Baia Terra Nova è una costruzione di due piani ed è stata realizzata unendo dei container; detto così suona male, ma vi assicuro che a vederla è molto bella, il colore blu delle pareti esterne ed il rosso dei tetti fanno la loro figura, ed anche all’interno si sta bene ed è tutto molto funzionale. Le camere sono da quattro posti, i bagni, le docce comuni (ovviamente è tutto doppio, perché in base ci sono sia uomini che donne) e abbiamo anche il bar con le sale tv. In base siamo in un numero variabile a seconda del periodo, il numero giusto di persone è di circa settanta, ma possiamo arrivare sino a 100 o scendere sino alla metà. Per stare insieme agli altri partecipanti possiamo fare qualche breve passeggiata in base o scambiare due chiacchiere nei punti di ritrovo: abbiamo un bar con caffè, gelato e bibite (sapete che è tutto gratuito perché qui non usiamo soldi?) e una piccola baia di legno con un piccolo spazio palestra, ping-pong, tavolini, ecc. Mangiamo alla mensa della base, dove ci sono due bravissimi cuochi che non ci fanno mancare nulla; addirittura preparano le torte per i compleanni e la pizza ogni sabato sera! Non esiste la televisione come in Italia, perché qui possiamo vedere solo qualche videocassetta, e anche la posta elettronica non è sempre disponibile: dato che i collegamenti telefonici sono molto costosi, possiamo collegarci con l’Italia solo due volte al giorno e, insieme alla posta elettronica, riceviamo anche le informazioni meteorologiche utili per il mio lavoro.

Sempre parlando di telefoni, qui in Antartide non funzionano i cellulari, però possiamo chiamare casa utilizzando quelli satellitari, anche se dobbiamo fare attenzione per la differenza d’orario. Sapete cosa sono i fusi orari? La differenza tra Baia Terra Nova e l’Italia è esattamente di dodici ore, così quando da noi è sera, da voi è ancora mattina… ma quando ci collegheremo con la vostra scuola non ve ne accorgerete, perché vedrete il sole splendere come se fosse ancora pieno giorno!! Ricordate quanto abbiamo detto sul sole che in estate qui non tramonta mai, mentre in inverno è sempre buio come la notte? Dai filmati che abbiamo proiettato in classe avete anche visto che per vestirci abbiamo un bellissimo abbigliamento rosso (non sto scherzando, le altre basi dicono che noi italiani siamo i più eleganti….) che ci viene dato proprio appositamente per stare qui in Antartide, con indumenti più pesanti per chi deve lavorare all’aperto; in base, visto che è riscaldata, ci possiamo invece vestire anche con i normali abiti di casa, anche se poi in pratica indossiamo spesso gli indumenti più leggeri del nostro equipaggiamento. A parte quella in bottiglia, l’acqua della base è quella del mare resa potabile, la utilizziamo per cucinare, per lavarci e anche per lavare i nostri vestiti. Siamo anche una delle basi più pulite che ci siano in Antartide, non lasciamo qui i nostri rifiuti, ma li riportiamo a casa separando la carta dalla plastica e dal metallo; anche l’acqua che scarichiamo in mare viene prima ripulita, così da non rovinare l’ambiente che ci circonda.

Ora però attendo le vostre domande e le vostre curiosità, a cui cercherò di rispondere con l’aiuto dei miei colleghi; avrete sicuramente già fatto un buon lavoro insieme alla vostra professoressa, che saluto (ciao Elena!), per cui ne avremo di cose da dirci quando ci vedremo! A presto!

Qualche giorno fa sono arrivate le domande… ne emerge un quadro interessante di queste ragazzi, attenti lettori di tutto il materiale che avevo lasciato loro in dotazione: sono attratti dalla moderna tecnologia (mi chiedono come funziona il robot per le riprese sottomarine e con quali strumenti si comunica con le altre basi o con il resto del mondo), dalle più avanzate tecniche di indagine scientifica (l’acquisizione dei dati climatici, i carotaggi dei geologi e dei glaciologi, gli esperimenti di fisica della stratosfera) e hanno pure sensate curiosità di natura politica (chi ha investito di più in Antartide e perché?).

Ma rivelano anche il loro lato ingenuamente adolescenziale quando parlano ammirati dei “piccoli di pinguino” e ho dovuto fare qualche acrobazia letteraria per non rovinare la loro immagine ancora epico-romantica di questo continente: quando mi hanno chiesto quali difficoltà ha dovuto affrontare la mia spedizione per raggiungere il continente, non ho detto nulla sugli immangiabili panini a bordo dell’Hercules sudafricano……

Ed ecco il lavoro inviato dalla scuola al Programma Antartide: una scheda tecnica sui diversi lavori di ricerca svolti in classe ed il divertente racconto della piccola pinguina Giulietta… bravi ragazzi!!