L’ANALISI SINOTTICA – 2

(Parte Seconda)

Costruzione e interpretazione
delle carte meteorologiche al suolo

Proseguendo con l’analisi del metodo con cui i riporti meteorologici di una stazione vengono tracciati su una mappa, dopo copertura nuvolosa, vento e pressione è la volta dei valori di temperatura dell’aria e di temperatura di rugiada. Con riferimento alla Figura 1 (l’immagine è ripresa dalla prima parte di questo articolo, cui si rimanda per ciò che riguarda i dati già trattati), essi vengono trascritti all’angolo superiore e inferiore sinistro del cerchio di stazione, arrotondati al grado Celsius intero più vicino (negli Stati Uniti è ancora in uso il grado Fahrenheit, mentre i paesi britannici sono allineati con la convenzione europea), eventualmente accompagnati dal segno meno per i valori negativi. Ovviamente, con un controllo “a colpo d’occhio” ci si deve immediatamente assicurare che il valore di rugiada non ecceda mai quello della temperatura dell’aria.

Tra i due valori di temperatura, mediante un set di simboli standard di uso internazionale, viene riportato il dato di tempo significativo presente. La simbologia è assai articolata, essendo molti i simboli a disposizione per rappresentare le più diverse sfumature dei fenomeni meteorologici, relativamente anche alla loro persistenza e intensità; la classificazione sinottica riporta infatti 100 diverse rappresentazioni di tempo atmosferico, suddivise in dieci classi differenziate per tipologia di fenomeno. La tabella in Figura 2 riporta alcuni dei più comuni tra questi simboli (almeno per le nostre latitudini), inerenti l’osservazione di fenomeni di riduzione della visibilità o precipitazioni di diversa natura; si noti che, per quanto riguarda questi ultimi, l’intensità del fenomeno viene rappresentata mediante ripetizione del relativo simbolo.

Sempre alla sinistra del cerchio di stazione, a fianco del tempo presente, viene indicata la visibilità, indicata in metri o in chilometri, a seconda delle circostanze, con un codice a due cifre così concepito:

  • 00 indica visibilità inferiore a 100 metri
  • i valori tra 01 e 50 riportano la visibilità in centinaia di metri, quindi compresa tra 100 e 5000 m (è cioè necessario aggiungere due zeri alla cifra di codice per ottenere il corrispondente valore di visibilità);
  • i valori tra 51 e 55 non vengono utilizzati;
  • i valori tra 56 e 80 riportano visibilità comprese tra 6 e 30 km, codificate aggiungendo 50 al dato di visibilità (è cioè necessario sottrarre 50 alla cifra di codice per ottenere il corrispondente valore di visibilità);
  • i valori tra 81 e 88 riportano visibilità comprese tra 35 e 70 km, codificate a step di 5 km (81 corrisponde quindi a 35 km, 82 a 40, 83 a 45 e così via);
  • 89 indica visibilità superiore a 70 km

Superiormente al cerchio di stazione vengono apposti i simboli per la codifica delle nubi alte e delle nubi medie osservate, mentre, al disotto, sono riportati tipo, copertura e quota delle nubi basse. Anche in questo caso, la simbologia è piuttosto articolata, venendo a rappresentare non solo i 10 generi di nubi, ma anche le 14 specie e le 9 varietà previste dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Non potendo, anche in questo caso, proporla qui per evidenti ragioni di spazio, ci limiteremo a riportare alcuni di questi simboli in Figura 3, rimandando ad un testo di meteorologia sinottica per la trattazione completa. La quota delle nubi basse è riportata in centinaia di piedi (è cioè necessario aggiungere due zeri alla voce di codice per ottenere la relativa altezza, con la cifratura 00 che indica quote inferiori a 100 piedi), mentre la copertura è relativa alla usuale suddivisione in ottavi della volta celeste.

Infine, passando alla destra del cerchio di stazione, nell’angolo superiore viene trascritto il valore di vento massimo (cioè la presenza di eventuali raffiche al momento dell’osservazione), solitamente riportato quando questo supera i 25 nodi, preceduto dalla lettera G (dall’inglese gust, raffica).

A scendere, dopo la pressione di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo, troviamo indicata la tendenza barometrica, ovverosia l’andamento della pressione nel corso delle tre ore precedenti l’osservazione rappresentato con uno dei simboli grafici di Figura 4 (che, come si può vedere, danno l’immediata percezione delle variazioni di pressione), accompagnato dall’indicazione della variazione numerica in decimi di hectopascal (la cifra 30 rappresenterebbe quindi una variazione di 0,3 hectopascal nel corso delle tre ultime tre ore).

Infine, una selezione dei simboli di tempo presente, così come riportata in Figura 5, viene utilizzata per indicare il cosiddetto tempo passato. Il riporto sinottico assume così la forma più completa visibile in Figura 6, dove la parte grafica risulta accompagnata dalla relativa decodifica.

Come anticipato nel precedente articolo, il passo successivo al riporto su una carta geografica di tutti bollettini sinottici (lavoro laborioso, una volta appannaggio di esperti cartografi, ora di più asettici computer) è quello di tracciare le cosiddette isobare, cioè le linee congiungenti i punti di ugual pressione al livello medio del mare. Le isobare vengono tradizionalmente tracciate a intervalli di 4 hPa, il che, ovviamente, richiede un’opera di interpolazione tra valori di stazione adiacenti e anche in questo caso, gli algoritmi matematici hanno oramai sostituito la mano dell’uomo, con il risultato che complete e dettagliate mappe di analisi al suolo sono disponibili pochi minuti dopo la ricezione dei relativi dati. Non si creda che tale operazione sia avvenuta in modo “indolore”: non è stato immediato, infatti, sostituire la mano e l’occhio umano con la matematica e si riportano casi di algoritmi “fallaci”, che hanno fatto transitare due diverse isobare per il medesimo punto o che arricchivano le linee di campo barico con “artistici” spigoli!

Il disegno delle isobare permette di evidenziare i tratti salienti del campo barico al suolo, a partire dalla presenza di cicloni e anticicloni, cioè delle zone, di forma grossolanamente circolare, dove la pressione presenta un andamento rispettivamente decrescente e crescente verso il centro e i venti una rotazione rispettivamente antioraria e oraria attorno ai valori centrali. E proprio la deduzione delle caratteristiche precipue del tempo a partire da una mappa di analisi sinottica costituirà l’argomento del prossimo articolo.

2 – Continua

 


 

Figura 1

Lo schema per un riporto sinottico di stazione.

Figura 2

Alcuni simboli di tempo significativo (dal sito Wikipedia, http://en.wikipedia.org).

Figura 3

Alcuni simboli relativi alle nubi (dal sito Wikipedia, http://en.wikipedia.org).



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Figura 4

I simboli della tendenza barometrica (dal sito The Met Office, www.metoffice.gov.uk). L’orientamento e la lunghezza dei singoli tratti danno un’immediata rappresentazione visiva, anche in senso temporale, dell’andamento dei valori di pressione nelle tre ore precedenti l’osservazione.

Figura 5

I simboli utilizzati per il riporto di tempo passato (dal sito The Met Office, www.metoffice.gov.uk).

Figura 6

Un esempio di riporto di stazione, accompagnato dalla relativa decodifica (dal sito The Met Office, www.metoffice.gov.uk).

Riporto sinottico da stazione manuale
Copertura totale del cielo: 8 ottavi
Velocità del vento: 28 – 32 nodi
Direzione del vento: sudoccidentale
Temperatura dell’aria: 23 °C
Temperatura di rugiada: 18 °C
Pressione: 1004.2 hPa
Tempo presente: moderata pioggia continua
Tempo passato: pioggia
Tendenza barometrica: pressione in costante diminuzione nelle ultime 3 ore, per una variazione di 0,5 hPa
Visibilità: 6 km
Nubi basse: strati
Copertura nubi basse: 6 ottavi
Altezza nubi basse: 1000 piedi
Tipo di nubi medie: altostrati
Tipo di nubi alte: cirri
Velocità vento massimo: raffiche di 45 nodi


 

 

Dott. Marco Tadini
meteorologo

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